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Per le mamme alla scoperta dei propri superpoteri

Come aiutare un bambino timido in 5 mosse

Scritto Da Silvia

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Mio figlio è timido: cosa faccio? Ecco le risposte del respectful parenting.

Siamo stati abituati che un bambino timido deve essere aiutato, spronato, incoraggiato, spinto a partecipare a giochi, attività, eventi e divertirsi come fanno gli altri bambini. La timidezza nei bambini viene vista in ottica negativa, quando in realtà è una risposta più che normale e, se ci mettiamo nei panni dei bambini, ci accorgiamo che capita anche a noi adulti. In questo articolo esploro uno scenario molto comune in cui il bambino non si vuole staccare dalla mamma, analizzo le risposte poco empatiche e faccio un elenco di 5 mosse da compiere per reagire in modo rispettoso alla timidezza nei bambini. Leggi fino alla fine per non perderti nessun passaggio oppure ascolta l’episodio del podcast qui sotto.

La timidezza nei bambini: un possibile scenario

Immagina di trovarti in un contesto in cui ci sono adulti e bambini, ad esempio la festa di un amichetto, un posto nuovo che tuo figlio non conosce, con persone che non ha mai visto prima o che comunque vede molto raramente. La sua timidezza e il desiderio di voler stare in braccio o accanto alla mamma in questo caso sono reazioni molto comuni. La risposta automatica della maggior parte dei genitori è questa: “Ma dai, vai a divertirti, stai sempre attaccato a me. Non vedi gli altri come giocano felici, dovresti farlo anche tu”.

Sebbene l’intento del genitore è quello di incoraggiare il bambino a divertirsi, i messaggi impliciti comunicati al figlio sono tremendi. Che cosa non va in questa risposta?

Stiamo ignorando quello che prova il bambino

In un posto nuovo o con gente nuova è normale che il bambino appaia timido, spaesato, insicuro, ed esprima la voglia di restare vicino alle persone che gli sono più care, alle persone che conosce e con cui si sente al sicuro. Quando rifiutiamo o non diamo importanza alle emozioni del bambino, gli stiamo insegnando a non fidarsi di quello che prova, a soffocare le sue emozioni che, agli occhi dell’adulto, non valgono niente e non sono importanti. Rispondere empaticamente alle emozioni dei bambini è di importanza critica.

Stiamo disprezzando ed etichettando il suo comportamento

Lo sdegno nelle parole “stai sempre attaccato a me” potrebbe essere implicito, ma è comunque presente. È un disprezzo velato dal tono scocciato o forse scherzoso, ma è comunque volto a far sentire il bambino in imbarazzo per il suo comportamento. Le etichette e i giudizi influiscono sulla crescita del bambino. Più diciamo a un bambino che è timido, più quel bambino si sentirà in dovere di rientrare in quella descrizione che abbiamo dato di lui.

Lo stiamo paragonando agli altri

Ogni bambino è unico. Ogni essere umano è unico. Il paragone uccide la diversità, la creatività, l’estro. I bambini non vengono fatti con lo stampino! E soprattutto non crescono per soddisfare le nostre aspettative. Fare continuamente paragoni fra bambini non solo danneggia gravemente l’aspetto dell’unicità del bambino, ma mette una pressione incredibile sul bimbo di conformarsi e far parte del gregge. Comunica che essere diverso è sbagliato, che essere se stesso è sbagliato e che bisogna essere tutti uguali per essere amati e accettati.

Come aiutare un bambino timido

Come aiutare un bambino timido? Ecco 5 mosse efficaci.

1. Preparalo a quello che probabilmente succederà

La narrazione degli eventi che avverranno comunica al bimbo sicurezza e stabilità. “Sai, stiamo andando a una festa dove ci saranno molte persone. Penso che ci sarà anche la musica e qualcosa da mangiare”. Il bambino si inizia a fare un’immagine mentale di quello che succederà. Ricordati che si trova sulla terra da 3, 4, 5 anni. Quando gli dici “andiamo a una festa”, potrebbe non avere in mente i dettagli di quello che la festa comporti. Quando non gli dici nulla, potrebbe essere completamente colto di sorpresa. Quindi, il primo passo per aiutare un bambino timido è prepararlo agli eventi che si verificheranno.

2. Non proiettare desideri ed emozioni

Anche se il tuo desiderio è che il bambino si diverta, questo atteggiamento potrebbe mettere il bambino sotto pressione e causare ansia da prestazione, il che a sua volta si potrebbe tradurre nel fatto che il bambino non si voglia staccare da te. L’obiettivo della festa non è che il bambino si diverta, è essere presente per festeggiare qualcuno o qualcosa. Il bambino non deve vivere necessariamente le emozioni che vivono gli altri, deve essere libero di provare quello che vuole.

3. Interessati alle sue emozioni

Questo è forse il consiglio che funziona in tutte, ma proprio tutte, le situazioni che coinvolgono un bambino. Osservare, ascoltare e interessarsi alle emozioni del bambino è la chiave di volta in tantissime occasioni. Osservare senza pregiudizi e idee preconcette. Ascoltare per capire e non per rispondere. Se tuo figlio sembra timido e insicuro, chiedi “che cosa provi?”, “ti senti a disagio?”, “posso fare qualcosa per te?”.

4. Proponi delle alternative

Se ci pensi, anche gli adulti hanno varie alternative a una festa. Possono partecipare a una conversazione come interlocutori o ascoltatori, possono mangiare, ballare, ridere e scherzare, stare seduti, in piedi, ecc. Anche tuo figlio deve avere questa possibilità di scelta, proprio come te. Se vedi che per la sua timidezza non va a giocare con gli altri bambini, gli puoi dire “puoi restare qui accanto a me, e quando ti andrà e ti sentirai pronto potrai andare a giocare”. Immagina che gioia per il bambino, sapere che rispetti quello che prova e desidera.

5. Mantieni i limiti con rispetto

Un bambino particolarmente timido o attaccato alla mamma potrebbe voler stare tutto il tempo in braccio (se sotto i 2 anni), oppure potrebbe pretendere che tu stia con lui seduto sul divano tutta la sera. Tu sei comunque la mamma. Hai il diritto di porre dei limiti chiari e costanti, in modo rispettoso. Puoi, ad esempio, comunicare che preferisci non tenerlo in braccio o che vuoi andare a prendere qualcosa da mangiare e che lui può accompagnarti o restare seduto. Insomma, il genitore è il leader sicuro che prende decisioni valutando tutti gli aspetti della situazione.

Mio figlio è timido - cosa faccio?

La timidezza nei bambini non è negativa

A volte i bambini timidi hanno solo bisogno di spazio e tempo. Quando ci mostrano la loro timidezza, non vogliono essere incoraggiati o spronati, né umiliati. Vogliono essere accolti, accettati per come sono. Se vuoi aiutare un bambino timido a superare questo disagio, devi creare un’atmosfera più calma, senza conflitti o pressioni. Se tuo figlio percepisce da te stabilità, accoglienza e accettazione, è più probabile che decida da solo di allontanarsi per andare a giocare con gli altri bambini.

Se vuoi approfondire l’argomento, ascolta l’episodio n. 59 del podcast su iTunes, Spotify o sul tuo player preferito.

La timidezza si può presentare anche nei bambini non timidi. Ecco le risposte del respectful parenting.

Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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