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Crisi di rabbia nei bambini

Scritto Da Silvia

Come affrontare le crisi di rabbia nei bambini

Immotivate crisi di rabbia nei bambini e cosa fare

Intorno ai 12-18 mesi, ecco che arrivano: le forti crisi di rabbia nei bambini, che poi sfociano in ciò che chiamiamo “i terribili 2”.

I bambini nascono autentici. E nascono che sono già in grado di chiedere aiuto ed esprimere il loro disagio. Pensa per esempio a un neonato affamato e stanco: piange per comunicare il suo bisogno.

Ma come affrontiamo quelle crisi di rabbia, che si manifestano una volta superato il primo anno di vita?

Nell’episodio n. 141 del mio podcast, affronto l’argomento con diversi esempi tratti dalla vita quotidiana.
Ascoltalo ora nel player in basso, oppure continua a leggere questo articolo. Ti dirò cosa sapere e cosa fare in quei momenti inaspettati e alla fine ti darò un regalo speciale da scaricare.


Cosa sono le crisi di rabbia nei bambini?

In genere, tutti i bambini hanno delle crisi di rabbia. Chi più, chi meno, e alcuni bambini più spesso di altri.

A questi momenti di panico, possiamo attribuirgli diversi nomi: capricci, scatti d’ira, crisi di nervi, crisi isterica. Tutte queste realtà, però, hanno un fattore comune: il bambino sta perdendo il controllo.

In quei momenti, infatti, il bambino non governa più il proprio corpo. E questo accade perché è completamente sopraffatto da fortissime emozioni, che non è in grado di gestire.

Per un bambino con sviluppo neurotipico (e cioè a cui non sono stati diagnosticati particolari disturbi), è normalissimo avere episodi del genere.

Ti ho già parlato di episodi simili: consulta quello che più fa al caso tuo, tra i titoli qui in basso.

Qual è il compito del genitore?

Molto spesso, davanti a ciò che i nostri figli fanno, ci sentiamo impotenti. A volte usiamo l’arma della punizione o esplodiamo anche noi, generando ancora più tensione nell’aria.

Anche se vorremmo che questi episodi non accadessero mai, il nostro compito non è evitarli. Né tanto meno dovremmo fermare il pianto con minacce, manipolazione o (arrivati alla fine delle nostre forze) dando al bambino ciò che chiede.

Il nostro compito è imparare a restare calmi e guidare i nostri figli a riprendere il controllo del loro corpo. Questo è qualcosa di possibile, e avviene in vari step.

Prima, però, ecco qualcosa che ogni genitore dovrebbe sapere riguardo alle crisi di rabbia che possono avere i bambini.

Cosa sapere sulle crisi di rabbia nei bambini

  1. Questi episodi sono normali.
  2. Il bambino non ha sviluppato le capacità mentali necessarie per l’autoregolazione. Sente nel suo corpo delle sensazioni che non sa gestire ed esce fuori di testa.
  3. Le emozioni sono passeggere. Come le onde del mare: hanno un inizio, un picco e una fine.
  4. Raramente si tratta di questioni di vita o di morte, ma agli degli adulti sono per lo più piccole assurdità.
Gestire le crisi di rabbia nei bambini

È importante procedere con ordine. Perché prima di passare all’azione, ogni genitore dovrebbe prendere consapevolezza di quello che sta accando a suo figlio.

Solo allora potremo gestire i momenti di crisi senza perdere la calma. Infatti, se non riesci a restare calmo, non potrai aiutare il bambino a calmarsi.

Cosa possiamo fare?

Ecco una lista di 5 punti su cosa può fare un genitore, quando suo figlio esplode in modo incontenibile.

Attenzione, però: alcune di queste soluzioni possono variare a seconda dell’età del bambino.

Le soluzioni che coinvolgono la sfera decisionale, infatti, non sono indicate per i più piccoli. In quel caso, possiamo concentrarci sugli altri punti della lista.

  1. Assicurati che il bambino sia fisicamente al sicuro
    Fai attenzione che, ad esempio, non sbatta la testa a terra e che non si faccia del male.
  2. Collegati con la sua parte emotiva
    Dato che il cervello emotivo ha preso il sopravvento, dobbiamo prima collegarci con quella parte emotiva, senza intervenire subito con la logica. Possiamo: accogliere, legittimare, dare un nome all’emozione.
  3. Sposta l’attenzione verso un’attività calmante
    Usa attività come per esempio il disegno.
  4. Prova a coinvolgere il cervello logico
    Poni a tuo figlio delle domande: tu cosa faresti, quale di queste due cose preferisci. Quando lasciamo che sia il bambino a prendere una decisione (in base alla sua età), lo stiamo aiutando a uscire dallo stato di crisi.
  5. Muovi il corpo per aiutare il cervello
    L’esercizio fisico cambia la chimica del cervello. Se il cervello del bambino è bloccato in uno stato di crisi, incoraggiarlo a muoversi potrebbe essere utile. Correre, saltare, ballare, aiuteranno il cervello a riprendere il controllo.

Se questo argomento ti interessa, allora amerai il libro “12 strategie per favorire lo sviluppo mentale del bambino” di Dan Siegel.

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Ricorda…

Tutti gli episodi conflittuali che affrontiamo con i nostri figli, non vanno vissuti come la fine del mondo. Ma in realtà, possono essere ottime occasioni di connessione con i bambini.

Se durante la tempesta riusciamo a essere il loro porto sicuro, stiamo già rafforzando il sano legame di attaccamento che ogni genitore dovrebbe sviluppare con i propri figli.

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Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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