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Il rapporto di coppia dopo un figlio: cosa fare e cosa evitare

Scritto Da Silvia

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Che ne è della coppia dopo un figlio?

L’arrivo di un figlio è un evento straordinario. Tutte le abitudini, i passatempi, le dinamiche consolidate negli anni dalla coppia iniziano inevitabilmente a cambiare. Se da una parte un figlio può essere un’occasione per crescere e migliorarsi, dall’altra il cambiamento non avviene senza tensioni e ostacoli che mettono in dubbio la forza della coppia dopo un figlio. Ne ho parlato con Elena Zauli, psicologa specializzata in terapia familiare e di coppia, nell’episodio n. 90 del podcast Mamma Superhero. Ascolta qui sotto o continua a leggere l’articolo che contiene i punti salienti.

Come evitare la crisi di coppia dopo la nascita di un figlio?

La coppia dopo un figlio non ha più tempo per sé

Un figlio toglie tempo alla coppia. È un dato di fatto. E senza dedicare tempo alla relazione, la crisi di coppia dopo un figlio è una realtà tristemente possibile. Con l’arrivo di un esserino minuscolo e non autosufficiente, è normale che le attenzioni dei neogenitori si concentrino su quello. Bisogna far spazio alla genitorialità, ossia la coppia deve lavorare facendo fronte comune. A questo fine essere bravi comunicatori è fondamentale per il successo della relazione di coppia.

Se uno solo dei genitori si occupa dei figli, il rischio di allontanamento tra i due è maggiore. Chi si occupa meno del figlio, infatti, si potrebbe sentire escluso ed estraniato, mentre chi si prende tutto il carico familiare si sente la responsabilità, la frustrazione e la stanchezza. È qui che spesso molte coppie si allontanano. Se si riesce a comunicare e fare fronte comune alle richieste genitoriali, si diventa un team ed è più facile restare uniti. Nella pratica, pertanto, è importante parlarsi e dividersi i compiti, non aspettarsi che l’altro ci legga nel pensiero, ma chiedere aiuto e comunicare le proprie fatiche. Questo può rafforzare l’affiatamento di coppia.

I rischi del silenzio e della comunicazione aggressiva

Quando si è presi dalla frenesia della nuova vita con un neonato, e poi dai doveri genitoriali nei confronti di figli piccoli, si può cadere nella trappola del silenzio e della comunicazione aggressiva. In breve, ci si accorge che non c’è squadra, e ci sentiamo nemici, l’uno contro l’altro.

Te lo dico onestamente, non sono mai stata una comunicatrice compassionevole. In molte conversazioni con mio marito, partivo all’attacco. “Potevi fare questo”, “non hai fatto quello”. Elena nella sua intervista ha detto che partire col piede di guerra non è mai un buon modo per ottenere alleanza, supporto e collaborazione dall’altro. In sostanza, qualsiasi cosa vuoi dire, puoi dirla in modo carino. Purtroppo, quando la confidenza è tanta, le buone maniere spariscono. Ed ecco che le distance aumentano.

Crisi di coppia dopo un figlio

Incontrarsi come coppia

Ci sono degli atteggiamenti che non aiutano affatto la coppia (sia prima che dopo un figlio). Criticare, attaccare, accusare, rivangare il passato. Qualunque sia il nostro tallone di Achille, i figli riescono a captare molto bene le crepe genitoriali, le sfruttano a loro favore e si infilano perfettamente dove i genitori hanno discrepanze. Se i genitori non si trovano d’accordo su una cosa, è bene non contraddirsi davanti ai figli, piuttosto parlarsi in separata sede. Lo so che lo sai, ma quante volte ti è capitato di fare esattamente il contrario?

Comunicare col partner non è semplice, specialmente se non dormiamo da mesi e ci sentiamo catapultate in una vita completamente diversa. In questo caso, rinfacciare o accusare il partner di non sostenerci abbastanza non produce alcun risultato. Utilizzare uno stile di comunicazione positiva (vedi sotto) può essere vantaggioso. E se non si riesce a farlo da soli, potrebbe essere fatto in terapia, con un mediatore specializzato in sostegno alla coppia.

Mamma e papà come un team

La mamma si prende tutto il carico

Uno degli errori che Elena vede spesso fare alle coppie in terapia è che le mamme si prendono tutto il carico. Con la nascita del primo figlio, la neomamma è presa dal nuovo arrivato. E ci sta. Il rischio è che la donna si dimentichi dell’esistenza di se stessa e anche dell’esistenza del padre del bambino.

Per evitare che ciò accada è utile iniziare a collaborare sin dall’inizio. Dividersi i compiti sin dall’inizio può aiutare praticamente la mamma, ma ha anche un altro effetto. Così facendo è meno probabile che ci si dimentichi del compagno.

Come rafforzare la coppia dopo un figlio

Quando il papà viene escluso dalla famiglia

Dall’altro canto i papà lamentano spesso il fatto che si sentono esclusi dalla famiglia, perché la mamma vuole gestire ogni aspetto della vita del bambino. Quando il papà cerca di intervenire, viene trattato da cretino. La verità è che quando si è neogenitori si sbaglia. Sbaglia la mamma e sbaglia il papà. Le mamme devono dare ai papà anche la possibilità di sbagliare.

Se il papà si prende cura del bambino (a modo suo), capisce cosa significa svegliarsi la notte, cambiare un pannolino, dare il biberon. E capisce di più la mamma, riuscendo a fare team con lei.

La comunicazione positiva nella coppia dopo un figlio

Parlare è il primo step per risolvere un problema

Se ci si accorge che la relazione di coppia ha sofferto o sta soffrendo, se si è dato priorità ad altro, il primo passo è quello di parlarsi, ma a volte non è facile. Bisogna capire e comunicare nel modo esatto. E tante volte, come ho detto prima, si parte accusando o criticando. Quando la comunicazione è aggressiva quasi mai la discussione finisce bene. Bisogna trovare una dimensione di comunicazione positiva. In questo i terapeuti di coppia sono specializzati a far parlare le coppie togliendo la rabbia, ed evitando che inizino ad attaccarsi.

Come cambia la coppia dopo un figlio

Le caratteristiche di una comunicazione positiva

Comunicare bene è difficile. La comunicazione è piena di fraintendimenti, soprattutto quando ciascun interlocutore si porta dietro i bagagli delle proprie esperienze, e interpreta la realtà in base a quei bagagli. La comunicazione positiva deve essere fatta da entrambe le parte. Alla base di una buona comunicazione ci devono essere questi elementi:

  1. Quando parli dei tuoi sentimenti o stati d’animo, non partire attaccando l’altro ma esprimi come ti sente. Esempio: “In casa vorrei un aiuto maggiore.” L’altra persona deve cercare un compromesso.
  2. Non criticare.
  3. Se il tuo compagno ti sta parlando di un problema, non spostare l’attenzione sul passato o su altro, e non andare neanche sulla difensiva. Cerca di capire il suo punto di vista.
  4. Non ignorare e non restare in silenzio. Mostra interesse ed empatia.
  5. Concludi la conversazione accettando di fare la tua parte.

L’arrivo di un figlio stravolge la vita di coppia.

È vero. La coppia dopo un figlio non è più la stessa. La crisi di coppia dopo un figlio è molto comune, ma non deve necessariamente essere una cosa negativa. Qualsiasi grande cambiamento ci spinge a crescere, migliorare, evolverci. Noi possiamo decidere di farlo o di non farlo. Per una buona relazione di coppia, è necessario che entrambe le parti siano disposte a mettersi in gioco, bisogna aiutarsi e prendersi le proprie responsabilità, ed è fondamentale saper comunicare bene.

Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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