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Insegnare le emozioni ai bambini

Scritto Da Silvia

Perché dovresti insegnare le emozioni ai bambini

Hai mai pensato di insegnare le emozioni ai tuoi bambini? Che significa per loro provare rabbia? E tristezza?

Dedichiamo tanto del nostro tempo ad insegnare ai nostri figli come sviluppare diverse abilità. Dall’impugnare una forchetta, a colorare dentro i bordi.

Ma uno degli insegnamenti fondamentali per la vita di un bambino riguarda proprio le emozioni. Sai perché?

La risposta si trova nell’episodio n. 194 del mio podcast! Premi play o continua a leggere questo articolo riassuntivo.


Insegnare le emozioni ai bambini: che significa?

Prima di andare avanti con il nostro argomento, dobbiamo fare una distinzione che ci aiuterà ad avere le idee più chiare.

Infatti, bisogna precisare che c’è differenza tra emozione e sentimento. Ecco una breve spiegazione:

Dal punto di vista neurobiologico, un’emozione è un insieme di risposte chimiche e neurali che il cervello produce quando rileva la presenza di uno stimolo emotivamente saliente.

I sentimenti, d’altro canto, sono delle disposizioni affettive rivolte in maniera più o meno stabile verso cose specifiche, che a loro volta si basano su esperienze del passato o apprendimenti sociali.

Leggi di più in questo articolo: https://www.stateofmind.it/2022/12/emozioni-sentimenti/

Masterclass sulle emozioni per adulti e bambini

Come insegnare le emozioni ai bambini

È chiaro che prima di potere insegnare qualsiasi cosa ai nostri figli, è importante che l’apprendiamo anche noi genitori.

Forse sono cose che già sai o che hai letto da qualche parte. Ma ti sei dato mai l’occasione di sperimentarle sulla tua pelle?

Ecco un breve elenco che potremo insegnare ai bambini, una volta che l’avremo imparato anche noi!

Spunti per insegnare le emozioni ai bambini

7 aspetti delle emozioni

1. Noi non siamo le nostre emozioni

L’immagine più semplice per capire questo concetto è questo: tu sei il cielo, le emozioni sono le nuvole.

Nel cielo, passano nuvole di ogni tipo: bianche, grigie, affusolate o inspessite. Un giorno ci sono, e l’altro no; possono cambiare, ma il cielo resta sempre li.

Cosa voglio dire?

Tu non SEI arrabbiata, triste, o felice. Queste sono emozioni che provi. Tu PROVI rabbia, tristezza, o felicità. Questa distinzione è uno dei punti più importanti da imparare (e di conseguenza insegnare).

2. “Le emozioni sono semplici dati, non sono istruzioni”


Cosa vuol dire questa frase di Susan David?

Quando proviamo un’emozione, non dobbiamo agire in base all’emozione che proviamo. Le emozioni, infatti, sono come dei semplici messaggeri o singoli segnali.

Cioè, ci stanno informando di quello che sta succedendo dentro di noi.

Questo significa che quando io PROVO rabbia, posso prendere in considerazione i messaggi che la rabbia mi sta mandando e scegliere comunque di agire in maniera indipendente.

3. Le emozioni causano sensazioni fisiche reali, ma del tutto personali

Se io sento la gioia come una sensazione di leggerezza nel petto, non è detto che per altri sia così.

Allo stesso tempo, quando provo rabbia, potrei sentire rigidità nello stomaco. Ma non è detto che per gli altri sia così.

La sensazione fisica di una certa emozione è reale ma del tutto personale. Nei prossimi giorni, dedica la tua attenzione per scoprire come certe emozioni si manifestano nel tuo corpo (o in quello di tuo figlio).

Cosa insegnare ai bambini piccoli? Le emozioni sono importanti

4. Nessuna emozione è permanente

Così come l’esempio delle nuvole nel cielo, anche le emozioni sono passeggere (ognuna con la sua velocità).

È irrealistico, quindi, aspettarsi di essere sempre felici, o meglio: credere che tuo figlio possa essere costantemente felice (o arrabbiato).

Le emozioni vanno e vengono, e dovremmo imparare a fare pace con questa realtà.

5. Una stessa emozione può generare diversi comportamenti

È quasi logico che una stessa emozione può provocare reazioni diverse in individui diversi.

Infatti, non tutti reagiamo allo stesso modo davanti una simile situazione. Pensiamo all’ansia.

C’è chi corre alla ricerca di un abbraccio. E c’è chi, invece, preferisce chiudersi in se stesso ed evitare totalmente il contatto fisico.

Il nostro compito in quanto genitori (ed esseri umani) è quello di imparare a rispettare la modalità altrui, tenendo a mente che ogni persona si vive una certa emozione in modo diverso dal nostro o da come siamo abituati.

Problemi con la rabbia? Ecco due articoli che aiuteranno te e i tuoi bambini

6. Possiamo descrivere a parole le nostre emozioni

Ti starai chiedendo: a cosa serve descrivere a parole ciò che sento dentro?

Quando riusciamo ad individuare le emozioni che stiamo vivendo (e già questo è un gran passo), lo step successivo è proprio quello di riuscire ad assegnare le parole adatte.

Infatti, se abbiamo il lessico giusto per descrivere il mondo emotivo dentro di noi, saremo in grado di osservare le nostre esperienze come dall’esterno, e potremo entrare in empatia con gli altri in maniera molto più facile.

7. Non esistono emozioni positive o negative

Forse, sin da quando siamo piccoli, siamo stati abituati a catalogare le emozioni in due scatole: buone e cattive.

La realtà, però, è un’altra. Le emozioni che proviamo non sono né positive né negative; piuttosto sono realtà neutre.

Se ci pensi, infatti, è l’azione scaturita da una certa emozione che può essere positiva o negativa. Non l’emozione in sé.

Provare emozioni è del tutto lecito. Il problema è che non ci hanno mai insegnato a gestirle e incanalarle nel modo corretto.


Il genitore: il migliore insegnante di vita

Un aiuto per i genitori: insegnare le emozioni ai bambini

Se nei momenti di crisi, noi adulti non siamo in grado di gestire le nostre emozioni, come possiamo pensare che i nostri bambini piccoli riusciranno a fare meglio di noi?

Ogni genitore è l’esempio lampante davanti agli occhi di ogni figlio. Per questo, prima di insegnare le emozioni ai bambini, siamo noi che dobbiamo imparare a riconoscerle e assegnare il nome giusto.

Questo articolo ti ha fatto scoprire qualcosa che ancora non conoscevi?
Allora non fermarti qui! Iscriviti alla mia masterclass sulle emozioni!

Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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