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Intrattenere un neonato: è davvero necessario?

Scritto Da Silvia

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Subito dopo la nascita il bebè dorme, e dorme tanto! Con il passare delle settimane, i tempi di veglia iniziano ad allungarsi ed è naturale chiedersi come intrattenere un neonato. Se seguiamo una linea educativa tradizionale, probabilmente inizieremo a cercare le giostrine per la culla più luminose e colorate, scegliendo magari quelle con tante musichette e ninne-nanne. Io sono qui per dirti che tuo figlio di pochi mesi non ha bisogno di essere intrattenuto! In questo articolo ti spiego perché un neonato non ha bisogno di intrattenimento e come promuovere l’autonomia sin dai primi mesi. Se oggi non ti va di leggere, ascolta l’episodio del podcast facendo clic sul player qui sotto.

Il neonato si annoia?

Noi adulti abbiamo un problema. Non vediamo i neonati con gli occhi giusti e per questo creiamo problemi che non esistono. Quando ci poniamo la domanda “come intrattenere un neonato”, partiamo dal presupposto che il neonato si stia annoiando. In realtà siamo completamente fuori strada. Il bebè non può annoiarsi! Il bebè non si annoia mai! Rifletti su questo. Prima di nascere il neonato era nella pancia della mamma. Al buio. Senza altri esseri umani (tranne in caso di gravidanza gemellare). Una volta nato, è circondato da un’infinità di luci, colori, odori, suoni, voci. Tutto è nuovo. Tutto è diverso. Come potrebbe mai annoiarsi! Quando apre gli occhi vede qualcosa che non ha mai visto prima. Quando gira la testa, si rende conto di avere il controllo sul movimento del suo corpo. Quando emette un suono, capisce di avere una voce. Quando riesce a stendere una mano, si accorge del senso del tatto e scopre l’esistenza di infiniti materiali e stoffe. Insomma, è impossibile che un neonato si annoi!

intrattenere il neonato - il neonato non si annoia mai

Perché piange?

Un’altra cosa che il neonato fa nei primi mesi di vita (e non solo) è piangere. L’adulto percepisce il pianto come un episodio negativo da fermare immediatamente. Il pianto fa scaturire in noi ansia, insicurezza, paura, senso di incapacità. Nel tentativo di farlo smettere di piangere, pensiamo che intrattenere un neonato sia la soluzione. E allora partono canzoncine, passeggiate su e giù per il corridoio, pacchette sul popò, o movimenti aggressivi di un sonaglio a 2cm di distanza dal suo viso.

Stiamo sbagliando approccio! Il pianto è comunicazione. Il pianto è l’unico mezzo di comunicazione a disposizione del neonato. Tramite il pianto il bebè vuole farci sapere che ha fame, è stanco, ha freddo, ha bisogno di silenzio, la luce è accecante, e tanto altro.

Come si risponde al pianto?

Se il nostro obiettivo è fermare il pianto a tutti i costi, entriamo nel panico. SI innesca il meccanismo dell’intrattenimento a tutti i costi, mentre dentro di noi sale la tensione. Invece di intrattenere un neonato che piange, è nostro compito fermarci ad osservare il bambino e ascoltare quel pianto. Magda Gerber va addirittura oltre. Lei ci insegna a instaurare una conversazione con il bambino “perché stai piangendo? Vuoi dormire? Hai bisogno di essere cambiato?” Hai capito bene! La fondatrice del respectful parenting suggerisce di parlare con i neonati, anche se apparentemente non sono in grado di capire né di rispondere. Adottando questo approccio otteniamo due cose importantissime:

  1. Il nostro tono calmo e rassicurante aiuta il neonato a calmarsi.
  2. Non entrando nel panico, abbiamo più probabilità di capire quale sia la causa effettiva del pianto.
intrattenere i neonati - il pianto è comunicazione

Ad ogni modo, una volta che sono soddisfatti i bisogni di base, non è nostro compito imporre al bambino come gestire le sue emozioni, le sensazioni che prova nel corpo e che non sa spiegare e comunicare. Non saremo sempre in grado di fermare il pianto, e va bene così!

Come giocare con un neonato

Detto questo, intrattenere un neonato è opportuno in determinate circostanze e in un modo particolare. Se il neonato è sveglio e tranquillo e tutti i suoi bisogni fisici sono stati soddisfatti, possiamo adagiarlo a pancia in su in un luogo sicuro e proporre oggetti di gioco adatti alla sua età, restando accanto a lui o allontanandoci a sbrigare qualche faccenda per pochi minuti. Creare uno spazio sì è uno degli elementi essenziali del gioco autonomo, che si può insegnare sin dai primi mesi di vita. Per conoscere tutti e 6 gli elementi essenziali del gioco autonomo scarica la guida gratuita. In questa guida troverai informazioni preziose su come giocare con un neonato che potrai utilizzare anche con i bambini più grandi.

Per approfondire l’argomento, ascolta l’episodio n. 54 del podcast su iTunes, Spotify e sul tuo player preferito.

Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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