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Spannolinamento tranquillo: è importante seguire il bambino

Scritto Da Silvia

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Ah! Se solo avessi trovato queste informazioni prima di togliere il pannolino a mio figlio. Sicuramente avrebbe attraversato uno spannolinamento tranquillo. Invece no, è stata un’esperienza piuttosto traumatica. Tutto a causa dei miei errori. Però se con questo articolo posso aiutare almeno un’altra mamma, allora ne è valsa la pena. Continua a leggere per scoprire i 3 livelli di prontezza del bambino, oppure afferra le cuffiette e ascolta l’episodio del podcast qui sotto.

Per molti mesi mi sono chiesta: “Mio figlio smetterà mai di portare il pannolino?”. La risposta chiaramente è sì, ma quando hai provato e riprovato tutte le strategie senza alcun successo, cominci a dubitare che lo spannolinamento tranquillo sia davvero possibile. Ma cominciamo dall’inizio.

Con mia figlia Zoe è stata una passeggiata. A 2 anni e mezzo era in grado di usare il bagno durante il giorno, e all’età di 3 anni non aveva bisogno del pannolino neanche di notte. Certo, non eravamo ai livelli dell’elimination communication, ma posso dire che le tempistiche sono state comode anche per me. Le strategie usate sono state semplici:

– siamo andati a comprare insieme le mutandine; lei ha scelto quelle che più le piacevano;

– abbiamo appeso in bagno un foglio dove appiccicare una figurina ogni volta che faceva pipì, o altro;

– abbiamo comprato M&M, che avrebbe mangiato come premio ogni volta che andava in bagno con successo.

Tutto è andato liscio come l’olio. Forte di questa esperienza e ignorando completamente il fatto che ogni bambini è unico, ho deciso di usare esattamente le stesse strategie con mio figlio Luca, iniziando un po’ dopo i 2 anni, perché, come dicono tutti, i maschietti sono più lenti. Beh, è stato un disastro fin dall’inizio. Luca non mostrava alcun segno di essere pronto, ma io ho continuato comunque. Non solo ho continuato, ma lo rimproveravo ogni volta che non riusciva ad arrivare in bagno in tempo. Lo so, sono stata cocciuta, impaziente e troppo rigida.

spannolinamento tranquillo

Dopo mesi e mesi di tentativi falliti, sono ricorsa al respectful parenting, che ancora non praticavo appieno. Ho imparato che per uno spannolinamento tranquillo il bambino deve essere pronto a livello fisico, cognitivo ed emotivo. Deve, quindi, essere fisicamente in grado di trattenersi, cognitivamente capace di riconoscere lo stimolo e recarsi in bagno ed emotivamente disposto a lasciare andare quello che conosce (il pannolino, il momento del cambio del pannolino, l’intimità con la mamma) per qualcosa di sconosciuto (sedersi sul vasino/water, imparare a essere indipendente).

Inoltre, quando un cambiamento così profondo è dettato e diretto dall’adulto, che ha intenzioni e programmi diversi dal bambino, il bambino si sente costretto e manipolato e potrebbe rifiutarsi di collaborare. Nel mio caso, avevo intenzioni e programmi ben definiti: Luca doveva togliere il pannolino preferibilmente entro maggio, mese in cui sarebbe nata la sorellina, ed inevitabilmente entro agosto, mese in cui avrebbe iniziato l’asilo.

A posteriori, vedo in maniera chiara come le scadenze che mi ero autoimposta non tenevano affatto conto dello stato fisico, cognitivo ed emotivo di mio figlio. Quando me ne sono resa conto, ho fatto un passo indietro e gli ho messo le redini in mano. Ogni giorno era lui a decidere se voleva mettere il pannolino o le mutandine, e se rispondeva negativamente alla mia richiesta di andare in bagno, lo lasciavo libero. Durante quelle settimane, avevo la sensazione che questa fase non sarebbe mai passata, che avrebbe continuato a ignorare lo stimolo di urinare e che avrei lavato slip e pantaloni per il resto della mia vita.

Eppure non è stato così. Poco dopo aver mollato la presa, Luca ha iniziato a stupirci e ad andare in bagno autonomamente. Nel momento in cui gli ho mostrato il mio amore incondizionato anche quando si trovava in una pozzanghera di pipì, nel momento in cui ho smesso di urlare e di costringerlo a svuotare la vescica a comando, i passi avanti sono stati tanti e notevoli. E anche se non lo fossero stati, avrei comunque dovuto avere pazienza perché non c’è modo di controllare la vescica o l’intestino di un bambino. Possiamo solo farlo sentire sicuro, amato, sereno. E quando sarà pronto su 3 livelli prenderà la decisione di crescere anche in questo ambito.

Per approfondire l’argomento, ascolta l’episodio n. 3 e episodio n. 24.

Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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