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Tabella educativa: se la conosci, la eviti!

Scritto Da Silvia

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Prima di abbracciare il respectful parenting, pensavo che mi sarebbe piaciuto usare la tabella educativa per spronare mia figlia ad aiutare con le faccende di casa, fare i compiti e svolgere altre azioni necessarie ma poco piacevoli. Con un approccio un po’ più consapevole, ho deciso di evitare l’uso di incentivi e trucchetti per manipolare i miei figli e indurli alla collaborazione. L’alternativa? Scoprila leggendo l’articolo fino in fondo, oppure mettiti le cuffiette e ascolta l’episodio del podcast.

Che cosa è la tabella educativa?

Si tratta di una tabella contenente delle voci variabili in base alle esigenze della famiglia, all’età e alla personalità del bambino. Di solito, si includono azioni come: vestirsi, rifarsi il letto, fare i compiti, usare un linguaggio educato con i familiari, ecc. Ogni volta che il bambino compie quell’azione riceve una spunta o un adesivo sulla tabella educativa. Quando raccoglie un determinato numero di spunte o adesivi, ottiene un premio. Molte famiglie adoperano questo sistema con successo.

Perché sono contraria alla tabella educativa?

È una questione di motivazione intrinseca. Il respectful parenting scoraggia l’uso di premi, perché sostiene che il bambino deve imparare ad essere motivato a comportarsi in un certo modo per il suo bene, per il bene della sua famiglia e della società in generale. Con la tabella educativa succede che il bambino è, invece, portato a obbedire perché invogliato solo da uno stimolo esterno. Il bambino non prova piacere a svolgere un determinato compito, e non si sente soddisfatto per esserci riuscito. Ha in mente soltanto la collezione di adesivi per l’ottenimento del premio finale.

Tra l’altro, la collaborazione del bambino viene meno nel momento in cui lui non è più interessato agli adesivi e al premio. Questo può succedere nel caso di un adolescente che rifiuta di obbedire perché accetta l’assenza del premio. Che fare in quel caso? Abbiamo perso ogni arma di convincimento!

Tabella educativa

Esistono alternative?

Diversa dalla tabella educativa è, ad esempio, la tabella della routine dove il bambino, anche piccolo vede visivamente qual è la sequenza di azioni che lo aspettano. Per esempio: mi sveglio, mi vesto, faccio colazione, mi lavo i denti, metto le scarpe e vado a scuola. Il bambino non riceve alcun premio per aver completato queste azioni, ma la tabella della routine lo aiuta a prevedere quello che succederà durante la giornata e formare buone abitudini.

Se il bambino però non collabora, come possiamo aiutarlo e guidarlo?

  1. Con l’esempio. Mostriamo che anche noi facciamo cose che non ci piace fare. “Sai, a me non piace cucinare. Ma se non cucinassi avremmo tutti fame!”.
  2. Insegniamo che siamo una famiglia e in famiglia ci si aiuta.
  3. Facciamo la telecronaca. “Vedo che non vuoi sistemare la stanza, avere ordine è importante per il nostro benessere psico-fisico”.
  4. Coinvolgiamo i bambini nell’ideazione di un piano. “Che soluzione proponi in questo caso?”
  5. Rendiamo l’azione noiosa più piacevole. “Ti va di mettere la musica mentre sistemiamo i giocattoli?”, “Facciamo finta che siamo dei dinosauri che sistemano!”, “Come sistemerebbero i Paw Patrol?”
  6. Rinforzo positivo. Soffermiamoci sui comportamenti positivi del bambino e non troppo su quelli negativi.

Il più delle volte il bambino non collabora per motivi diversi dal semplice “non voglio collaborare”. Magari è stanco, è stressato, è di cattivo umore. Rispondere a quei disagi di fondo è più utile che costringerlo o manipolarlo con la tabella educativa. E poi, ricordiamoci sempre che ogni opportunità è valida per insegnare una lezione di vita.

Per approfondire l’argomento, ascolta l’episodio n. 46 del podcast su iTunes, Spotify o sul tuo player preferito.

Ciao! Sono Silvia,
palermitana trapiantata in America, imprenditrice, moglie e mamma di 3 bambini. Appassionata di podcast e crescita personale, ho trovato il respectful parenting, una filosofia che ha rivoluzionato la nostra famiglia, dando a me e mio marito la possibilità di vivere la maternità e la paternità in modo sereno e rispettoso.

Ho fondato il progetto Mamma Superhero per condividere con te risorse, strategie e strumenti indispensabili per creare in casa tua un’atmosfera che promuove la crescita fisica, mentale ed emotiva del tuo bambino.
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